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Terrore
nello spazio
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Riuscita
incursione di Bava nel genere fantascientifico. Girato in pochissimo
tempo e con mezzi limitatissimi - macchine del fumo e cartone - ,
tratto dal racconto "Una notte di 21 ore" di Renato
Pastriniero, il film è la storia dello sbarco dell’equipaggio di
un’astronave su di un misterioso pianeta. Un pianeta fatto di
nebbia, un cimitero da incubo dove i morti sorgono dalle tombe con
volontà omicida per minacciare, assieme alle incorporee e parassite
presenze aliene, la vita dei protagonisti. Due astronavi, la Argos e
la Galliot, vengono attratte quasi forzatamente su un pianeta
sconosciuto. Gli equipaggi perdono conoscenza ad eccezione del
comandante della prima nave, che puo' cosi' contrastare i misteriosi
attacchi di follia dei compagni. Tornato in se', l'equipaggio della
Argos raggiunge l'astronave gemella e la trova piena di cadaveri.
Gli uomini sembrano essersi uccisi l'un l'altro. Sepolti dai
compagni, essi tornano in vita, animati dagli esseri che abitano il
pianeta, appartenenti a un diverso piano dimensionale, i quali
vogliono appropriarsi dei corpi degli astronauti per fuggire al loro
mondo morente. La battaglia infuria e solo in tre riusciranno a
decollare; ma il tecnico di bordo si accorge che i suoi compagni
sono anch'essi posseduti dagli alieni cosi', per salvare il suo
mondo, sacrifica se' stesso e distrugge il 'deviatore di meteore',
uno strumento senza il quale la Argos non puo' inoltrarsi nello
spazio esterno. Agli alieni non resta che atterrare sul pianeta piu'
vicino, un mondo di nome Terra.
Il finale a sorpresa rivela come i protagonisti, seppure umanoidi,
non sono terrestri neanche loro. Per il periodo e' una trovata
cinematograficamente geniale che, purtroppo, sfuggi' del tutto alla
critica dell'epoca, la quale sproloquio' sulle sorti dei 'terrestri
che fanno ritorno sul loro mondo'. Il film possiede due finali
leggermente diversi: nel primo si vede l'astronave sovrapporsi
minacciosamente alla Terra, quasi a volerla chiudere in una stretta
angosciante, nel secondo, molto piu' semplicemente, vediamo la nave
spaziale farsi sempre piu' piccola nell'avvicinarsi al nostro
pianeta.Di sicuro un modello, un’ispirazione per Alien di Ridley
Scott.
 

PRESENTAZIONE
DEL VIDEO “I MILLE VOLTI DELLA PAURA”
INTERVISTA
A LUIGI COZZI E DARIO ARGENTO A CURA DEL CINECLUB KAMIKAZEN
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