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Regia: Laurence Dunmore
Cast: Johnny Depp, John
Malkovich, Samantha Morton

Il “libertino” del titolo, interpretato da uno degli
attori più amati e affascinanti di oggi, Johnny Depp, è il Conte
di Rochester, personaggio realmente esistito che scandalizzò
l’Inghilterra nobiliare del Seicento con le sue poesie irriverenti
e una vita all’insegna dell’eccesso e della libertà. Confidente di
Re Carlo II, il suo amore per una giovane attrice di teatro lo
portò alla rovina.
Da segnalare l’accuratezza dei costumi e delle scenografie, oltre
alla qualità delle immagini, ispirate alla pittura dell’epoca.
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Scordatevi i pirati dei caraibi e le fabbriche di cioccolato,
questa volta il bel Johnny fa maledettamente sul serio, ritornando
alle sue origini di bello e dannato, in un ruolo predestinato a
fare scandalo.
Ecco a voi l'uomo più sexy e maledetto dell'anno:
il conte di Rochester alias Johnny Depp. Poeta licenzioso e
confidente di re Carlo II, ma soprattutto emblema dissoluto (morì
poco più che trentenne tra alcol e sifilide) della buona società
inglese della Restaurazione, quella che era riuscita a liberarsi
(spedendoli in America) degli ingombranti Puritani. Insomma un
antieroe per eccellenza, un cortigiano che offende il suo re, un
uomo che dissipa il proprio talento nella lussuria e
nell'autodistruzione. Centrale il rapporto con Re Carlo II,
interpretato da John Malkovich, un rapporto di odio amore, di
attrazione e disprezzo tra due personalità e due mondi opposti:
uno concreto e finalizzato al rafforzamento del potere, l'altro
effimero e finalizzato allo scandalo. L'ex Visconte di Valmont (di
Le relazioni pericolose) John Malkovich, è anche produttore del
film. All'apice del successo a corte come poeta licenzioso e dalla
vita scandalosa, Rochester si invaghisce di una giovane attrice di
teatro che lo porta alla rovina, in un inesorabile quanto voluto
declino. Insomma incarnazione e dissoluzione di quell'utopia
libertina che rivoluzionò il pensiero filosofico secentesco.
"Questa figura faceva proprio per me - rivela Depp
-, l'ho intuito subito dalle tre parole del monologo d'apertura:
'non vi piacerò', ed ero già immerso nello script. Il conte era un
autentico libertino con l'istinto di autodistruzione, ma non gli è
mai stato dato onore al merito".
Il film è tratto da un'opera teatrale di Stephen
Jeffreys, portata in scena con l'idioma dell'epoca da John
Malkovich e Martha Plimpton. Anche nella versione cinematografica,
diretta dall'esordiente Laurence Dunmore, il dialogo riecheggia
l'epoca, come l'ambientazione in una Londra perennemente fangosa
(il set è stato allestito nell'Isola di Man) e con interni
accuratamente ricostruiti (in studio) e fotografati a luce
naturale.
Premi e riconoscimenti
The Libertine ha debuttato con molto successo al
Toronto Film Festival e ha ricevuto otto nomination al British
Independent Film Awards (BIFA), tra cui quella come miglior film e
migliore attore, per Johnny Depp.
http://www.primissima.it/schede
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