"LA TERRA DEI MORTI VIVENTI",
del regista di culto americano George A. Romero, è il quarto
capitolo della saga sugli zombi iniziata nel 1968 (la data non è
casuale) con l'epocale "LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI", proseguita
in seguito negli anni settanta e ottanta con gli altrettanto
fondamentali "ZOMBI" (con i morti viventi che tornano al tanto
amato centro commerciale!) e "IL GIORNO DEGLI ZOMBI".
George A. Romero è un maestro
riconosciuto dell'horror problematico e adulto, che propone uno
sguardo altro sulla realtà contemporanea, in particolare quella
degli Stati Uniti. Illuminanti in questo senso sono le sue
dichiarazioni fatte durante il Festival di Cannes
2005, dove sono state presentate in anteprima mondiale alcune
sequenze de "LA TERRA DEI MORTI VIVENTI" (accolte da applausi a
scena aperta!).
"Questi sono i film in cui posso mostrare la mia visione
del mondo. Per me è la loro dimensione politica a essere
importante. Non saranno "politici" come i film di Michael Moore,
ma non prevedo di essere invitato alla Casa Bianca"
- ha dichiarato.
Ed effettivamente non è
difficile riconoscere nello scontro tra la massa di morti
viventi che popolano la periferia di una New York
post-apocalittica e l'elite bianca che vive arroccata nel
grattacelo le diseguaglianze sociali che lacerano non solo
l'America, ma tutto il mondo.
E' ancora Romero che dice:
"Per me gli zombi sono una forza esterna.
Nessuno presta loro attenzione, come oggi non prestiamo
attenzione all'effetto serra, o al perchè noi americani siamo
detestati ovunque. Infatti il tema di questo film è: COSA
SIGNIFICA IGNORARE IL PROBLEMA. Ci sono cose importantissime che
stanno succedendo e a cui non stiamo badando. Indirettamente gli
zombi rappresentano ciò di cui noi, la comunità globale,
dovremmo preoccuparci. Veramente."