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ALILA
In un condominio
alla periferia di Tel Aviv, vicino al confine con Jaffa, si
incrociano i destini dei personaggi che vi abitano. Dalle pagine
del romanzo "Ripristinando antichi amori" di Yehoshua Kenaz e
dallo sguardo lucido e critico di Amos Gitai, una storia di uomini
e di donne nella Israele di oggi.
A livello tecnico
il film è ineccepibile. Composto interamente di piani sequenza
lunghissimi e molto particolari. C'è anche la trovata originale di
narrare i titoli di testa come sé il regista stesse conversando
con il pubblico.
Amos Gitai sembra
voler dire che c'è un'umanità dimenticata che vive la sua vita con
le emozioni di tutti: l'amore, il dolore, il ricordo. Non importa
che questi siano israeliani, palestinesi, cinesi, filippini.
Quello che importa è che ci sia una presa di coscienza per
accorgersi che comunque sia, tutto questo è vita.
Festival di
Venezia 2003

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